ATTRAVERSAMENTI

Dal 2 al 30 Ottobre 2017

Presso sede di Progetto HAR

Via Saluzzo 28 - Cuneo

Orari: Giovedì e Venerdi dalle 16.00 alle 19.00

Un approccio serio, onesto e creativo alla "found photography" non esiste nella storia ufficiale della fotografia. Fino a qualche anno fa si è poteva reperire solo nel lavoro creativo di Joachim Schmid, nelle edizioni eccentriche dell'olandese Erik Kessels, di
Clément Chéroux oppure nelle ricerche di Martin Parr e John Foster. Comunque, sempre di rado e solo grazie a menti lungimiranti e fuori dal coro.
Oggi si intravede una maggiore attenzione ed un numero sempre crescente di adepti, collezionisti e di studiosi che si dedicano ad una diversa storia della fotografia, non  necessariamente minore. Amanti e paladini dell'immagine fotografica vernacolare o "trovata". Si può prendere in carico l’eredità lasciata da uno sconosciuto fotografo d'altri tempi, amatore o professionista, e farne qualcosa che non sia un nostalgico museo del passato o un asettico archivio di documenti storici, ma qualcosa che prende nuova vita negli occhi di chi guarda. Ammettiamolo, è improponibile garantire la conservazione di alcune decine di milioni di immagini fotografiche, prodotte in grossomodo due secoli di attività, catalogandole, imbustandole e riponendole in scatole (reali o virtuali) poi in archivi e musei (a loro volta reali o virtuali), come se fossero un’opera d'arte imperdibile, o un reperto archeologico inestimabile. Basta ricordare che oggi in rete vengono postati miliardi di immagini all'anno; già non si possono vedere tutte. Su Instagram sarebbero più di 5000 immagini al secondo, figuriamoci schedarle e archiviarle in modo degno. Non è umanamente possibile, e forse non sarebbe neppure così giusto. Conservare tutto sempre significa rischiare seriamente di perdere tutto sempre. Le fotografie devono seguire la loro strada, un destino che può essere quello di perdersi chissà dove, di deteriorarsi sino a sparire, di finire
nell'immondizia oppure dimenticate in soffitta o in album di famiglia di lontani parenti mai incontrati. O magari venire  trovate per caso in un mercato delle pulci da qualcuno che, se
capace di ri-leggerle, le recupera con un significato nuovo, assolutamente diverso da quello che le ha generate e le porta a nuova vita non togliendo ma aggiungendovi significato.
Quelle fotografie che hanno perso la funzione mnemonica e privata per cui furono messe al mondo, sono sicuramente documenti tra i tanti documenti della storia pubblica, fonti per
una corretta analisi del quotidiano e del passato recente, ma possono sopravvivere come fotografie solo se qualcuno regala loro un’altra funzione che non sia la pura semplice azione di portatrici di informazioni.
"Tracce per memoria". Fotografie di luoghi e di tempi imprecisati, personaggi improbabili anche se veri perchè un tempo fotografati.

Fotografie di casa, la nostra città vecchia di almeno ottant'anni, l'arco alpino delle Marittime e Cozie visto attraverso la lente di una Box Camera. Fotografie di strada, fotografie anonime, fotografie semplici ma oggi fotografie cariche di storia, fascinose per le fantasie che stimolano in chi osserva e per la memoria che riportano.

locandina TRACCE PER MEMORIA-novembre-a4
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